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L'anagrafica degli articoli: codici, taglie, barcode e immagini. Importa i tracciati dei fornitori e tiene in ordine centinaia di migliaia di referenze.
Dieci applicazioni per far girare un'azienda che compra e vende abbigliamento e calzature: anagrafiche, magazzino, cataloghi, cassa, contabilità, crediti. Non è un prodotto nato a tavolino — è lo strumento con cui lavoriamo ogni giorno, e ogni funzione esiste perché a qualcuno serviva davvero.
Le dieci app non si scambiano file: leggono e scrivono lo stesso archivio. È la differenza fra un sistema e dieci programmi.
Un articolo lo censisci una volta — codice, taglia, barcode, prezzo — e da quel momento è lo stesso articolo in inventario, in catalogo, alla cassa e in contabilità. Un cliente è un cliente solo, riconosciuto dalla partita IVA anche quando compare sotto più aziende.
Le conseguenze si vedono nel lavoro di tutti i giorni. Vendi un paio in cassa e la giacenza cala nello stesso istante in cui il movimento entra nelle statistiche. Registri una fattura e quella fattura è già nello scadenzario, nella posizione di credito del cliente e nel calcolo dell'IVA: nessuno la reinserisce da un'altra parte.
L'alternativa la conosciamo perché l'abbiamo vissuta: un gestionale, un foglio di calcolo per il magazzino, un altro programma per le fatture, e qualcuno che passa le giornate a far tornare i conti fra i tre. Ogni travaso è un'occasione per sbagliare, e l'errore salta fuori sempre troppo tardi.
È anche il motivo per cui l'assistente qui sotto può rispondere: non deve indovinare da quale sistema arriva il dato, perché il sistema è uno.
Si scrive una domanda in italiano. La risposta arriva dall'archivio, non da un manuale.
«Quanto mi deve ancora questo cliente?», «Quanti pezzi di questo articolo ho in magazzino?», «Com'è andata la liquidazione IVA del trimestre?». L'assistente ha ventiquattro strumenti per interrogare i dati: clienti, prodotti, giacenze, scadenze, assegni, fatture emesse e ricevute, prima nota, inventari, vendite.
Gira su un motore installato sul server dell'azienda: le domande e i dati non escono da lì. È una scelta, non un limite tecnico — un gestionale tratta anagrafiche dei clienti e fatturato, informazioni che non hanno ragione di fare il giro del mondo. Chi preferisce i servizi in cloud può usarli, ma non è obbligatorio.
Ognuna copre un pezzo del lavoro.
L'anagrafica degli articoli: codici, taglie, barcode e immagini. Importa i tracciati dei fornitori e tiene in ordine centinaia di migliaia di referenze.
Conta il magazzino col lettore di barcode, anche in più luoghi e a più mani. Confronta il contato con l'atteso e mostra solo le differenze.
L'anagrafica dei clienti condivisa fra più aziende: scheda, storico e situazione aggiornata di ciascuno.
Costruisce il catalogo da mandare ai clienti — foto, prezzi e disponibilità congelate al momento giusto — e raccoglie gli ordini che tornano indietro.
La cassa del punto vendita: vendite e resi, promozioni, cartelli prezzo, chiusura di cassa e incasso con carta sul terminale.
Prima nota, scadenzario, corrispettivi e bilancio. Emette le fatture elettroniche e riconcilia i movimenti bancari con i documenti.
Chi deve, quanto e da quando: scadenze, effetti, assegni e insoluti, con la scheda di ogni cliente e il piano degli incassi.
Si scrive una domanda in italiano e la risposta arriva dai dati veri: ventiquattro strumenti per interrogare clienti, giacenze, scadenze e fatture.
Acquistato e venduto per periodo, per fornitore, per articolo. Con l'export nei formati che servono a chi li deve leggere.
Le cose che capitano ogni giorno: convertire Excel e CSV, unire o dividere PDF, ridurre le foto, tirare fuori una fattura in Excel.
Non c'è un listino: ogni azienda ha un modo suo di lavorare, e la prima cosa da capire è se questo modo ci somiglia. Si parte da una chiacchierata.